Elisa Spagone – La Sposa di Carta

Sinossi di ‘La Sposa di Carta’:

La sposa di carta è un atto danzato e recitato. È un viaggio onirico che va a scavare in una ‘camera oscura’ nascosta dentro ognuno di noi. In scena una donna,un essere, in uno spazio che lei stessa traccia, dove rinchiudersi per ripetere il proprio stato. All’esterno un’altra donna, un ente, la sua voce, il famoso ‘ente’ di cui parla Martin Heidegger a proposito di differenza ontologica. Il tutto immerso in una dimensione onirica, la musica e le immagini proiettate direttamente sul corpo della sposa, immagini che rafforzano l’atmosfera emotiva della camera oscura.

‘La sposa di carta’ è una storia di separazione, separazione da qualcuno, o da qualcosa, da parti di

sé o da un ente supremo. La sposa di carta, vive e racconta il suo dolore, attraverso il corpo e attraverso la voce di un ente che da un lato entra nelle lettere da lei scritte, e confessate, dall’altro quasi sbeffeggia lo stato emotivo dell’essere rinchiuso nel suo stare. Il dolore e la ripetizione, nonché progressione emotiva, rendono il differenziarsi affermazione pura, atto creativo. A seguito del proprio viaggio nel fondo oscuro a cui accennava Deleuze, la sposa di carta ritrova sé stessa, la propria verticalità e bellezza, se ne va lasciando l’ente in balia della propria separazione. La sposa di carta, deriva da uno studio sociologico e ontologico. Ella incarna le donne del mito, e del Vecchio testamento, accennandole appena nella sua danza, passando da Loth vergine velata, a Rachele, sposa dell’eros, capace di trasformazione, che partorisce il suo amato, figlio e sposo, a Leah che ripete sé stessa con occhi chiusi, nelle tenebre profonde, per poi cadere. Dalla caduta inizia la metanoia, torna la tenerezza, la ripetizione nella lentezza, per poi rivestirsi di bellezza (Tipheret) specchiarsi nel mondo e infilarsi dentro, lasciando il contenitore vuoto, per il prossimo viaggio. La sposa di carta rappresenta la donna sul piano biologico, il femminile altro lato di Adam, quello dell’interiorità uomo donna, ma anche l’intera umanità rispetto all’ente (Dio o ?).

Di e con Elisa Spagone: performer

Nathalie Bernardi: attrice

Luca Giglio: immagini e musica.

Formazione artistica:

– Accademia del Teatro di Torino diretto da Loredana Furno e Teatro Nuovo di Torino (danza)

– Dojo Mizu no Oto (arti marziali)

– Associazione Sarabanda, Dmt-Esprel e ARTE (Danzamovimento terapia)\

 

English

Elisa Spagone’s performance always grow up from a sociological and historical study, through workshops with students and people involvement . Art become the expression of our inner world, connected to natural instinct and urban life, to history and tradition and our presence today.

– Stony memories (2014): a ritual performance, where the public is involved using its voice after a singing meditation together. The video link is an example of Elisa Spagone’s new research direction and work, where the creative act is not just aesthetic, but becomes a ritual shared with the audience itself.

Video in Prague: https://www.youtube.com/watch?v=vaEfB-bffgE

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