Francesca Arri – La Pallina Rosa / The little pink ball

 

The Little Pink Ball is a video performance.

The girl rocks her feet sitting at a table; she has long braids that fall on her shoulders and a little dress that just about cover her knees. On the background, a narrating voice recounts of her thoughts. Her image remains outside of the frame, only her mouth is visible as she bites a red apple.

By biting the fruit, the little girl looses her innocence, in the pulp of the apple she finds a needle and with that, she begins to sew a large sheet of cloth of the colour of skin in order to build her baby, fruit of an unripe love. The video tells the story as an old fashion tale, of a maternity happened to a young unwed girl of 17years old that while making love for the first time, falls pregnant and by not being yet mature and aware, sews with needle and thread both her baby and her own, attempting to invent the job of a mother, of creator, like if she was a tailor. This so that she can embroid skin, eyes, hair, and emotions in order to create her pink baby.

Hidden behind her braids are the signs of time that collide, past and present are marks on the girl’s body, tight around like a circle; the woman asks her own mother never to abandon her while she is holds tight to her own expectant womb.

 

La Pallina Rosa video colore 16:9 4’32” 2012 Una ragazzina dondola i piedi seduta su un tavolo, ha lunghe trecce che le cadono sulle spalle e un vestitino a balze che le copre appena le ginocchia, di sottofondo una voce narrante, racconta i suoi pensieri, il suo volto rimane fuori dall’immagine, solo la bocca è visibile mentre addenta una mela rossa. Addentando il frutto la bambina perde la sua innocenza, nella polpa della mela trova un ago e con quello comincia a cucire un grande velo di stoffa color carne per costruire il suo bambino, frutto di un acerbo amore. Il video racconta, come una favola d’altri tempi, una maternità capitata ad una giovane ragazza nubile di 17 anni che facendo l’amore per la prima volta, rimane incinta e non essendo ancora adulta e consapevole, cuce con ago e filo la vita del suo cucciolo e la propria, cercando di inventarsi il mestiere di madre, di creatrice, come fosse una sarta, ricamando pelle, occhi, capelli e sentimenti per creare il suo pupo rosa. Nascosti dalle trecce scorgiamo i segni del tempo sul corpo della ragazzina, passato e presente rimangono stretti in un unico circolo, la donna chiede alla propria madre di non abbandonarla mai mentre stringe forte il proprio grembo gestante.

Francesca Arri, (Asti 1983). compie un’analisi dei limiti creando uno spazio educativo e di confronto con il prossimo attraverso la concreta fisicità in un dialogo tra alta e bassa cultura. Nel 2011 si laurea all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, dove nel 2008 viene presentato il suo lavoro durante la quattordicesima edizione di Nuovi Arrivi a cura di Maria Teresa Roberto, in seguito ha partecipato a numerose mostre in importanti vetrine in Italia e all’estero tra cui: Fondazione Hangar Bicocca di Milano e il Museo d’Arte Contemporanea di Tel Aviv per I sensi del Mediterraneo, a cura di Martina Corgnati; Fondazione 107, Torino e Red Fish Factory Anversa per Torino Anversa Andata e Ritorno, progetto mostra/residenza di Arteco in collaborazione con Atelier Fabre e Coal Face; Versus XVI, Velan Centro per l’Arte Contemporanea , Torino, a cura di Alessandro Trabucco, Palazzo Ducale, Genova per Intercultura della Giovane Arte a cura di Martina Starnini; Fondazione ‘O, Milano per Intermedia, rassegna internazionale del libro d’artista a cura di Giorgio Maffei. Partecipa a vari festival internazionali tra cui Uningedfestival, Londra; Inmediterraneum Festival Internazionale di Video Arte ( Palermo, Atene, Madrid, Cordoba, Montevideo ) ; Torino Performance Art 2012, 2013 e 2014 Accademia Albertina, Fondazione Pistoletto; la 12th Biennale di Istanbul presso Marmara University; Marble Weeks di Carrara; Robot06 a Bologna; Controzona in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa e Iuav ; Video.it 2013 presso Fondazione Merz Torino, White Box New York, CAPA New York e Inter Art Center Gallery, Pechino. Nel 2012 la Galleria Paolo Tonin di Torino presenta la sua prima mostra personale. Tra gli altri ha condotto il workshop per The Others Boom (2013) e The Others Wild Side (2014); il workshop per Ars Captiva Groove 2014, Torino Jazz Festival in collaborazione con Fondazione Merz e GAM di Torino; Convivium per Fisad in collaborazione con Teatro a Corte, Accademia Albertina e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per EXPO. È socio fondatore di Associazione Decifra (Torino)